libera in libero mondo

mercoledì, ottobre 29, 2003

Oggi sono tornata a vedere senza difficoltà o fastidio...negli ultimi giorni la mia vista era particolarmente affaticata per cui stavo costantemente sotto sforzo...vedere male per me è una tragedia! Credo che la vista sia per me uno dei sensi più importanti. Sono un'osservatrice, sono una curiosa osservatrice per natura e vocazione. Ho sempre pensato che non osservare il mondo volesse dire non viverlo. Ed è diffcile che non riesca a sgamare uno stato d'animo negli altri. Mi basta osservarne gli occhi.

E' strano ma tutto è nato tanti tanti anni fa...
Ero una bambina di sette - otto anni, era estate e io, come tutti gli anni, ero andata a passare un mesetto nella colonia estiva dei ferrovieri. A quei tempi ero una bimba molto riflessiva, non timida ma sulle sue. C'era una ragazzino, si chiamava Daniele, che per il secondo anno di seguito mi ero ritrovata lì alla colonia. Naturalmente lo ricordo perchè mi piaceva. Era bruttino ma aveva un non so chè...Insomma, come è logico a lui piaceva un'altra ragazzina. Io stoicamente allora chiesi ingenuamente perchè e lui mi rispose che di lei gli piacevano gli occhi (che bambino strano!) perchè proprio come quelli della madre erano espresivi ed attenti. Da quel momento in poi non solo ho cominciato ad apprezzare lo sguardo attento ed espressivo della gente, ma ho cercato di sviluppare in me quella stessa caratteristica. L'attenzione semplicemente visiva mi è sempre utile, è mi accorgo che solo quando triste scordo di guardare il mondo che mi circonda....ma ce ne sarebbe da dire su questa cosa....troppo! Ora inizio a lavorare...

scritto da svadhin 15:01 | commenti (6)

martedì, ottobre 28, 2003

Eccomi : ) . Quello dell'allegria custodita nel proprio cuore è un bel tema.. Mi spiego, capita alle volte di sentire che c'è una certa malinconia nel cuore...per i più svariati motivi, giusto? In questo caso una delle cose che a me fa più effetto per tornare a sorridere ed "ad amare la realtà che costruisco" è proprio ricercare in me quel registro, quella sensazione che conosco bene e riconosco per allegria. E' difficile da spiegare ma forse se parto da più lontano si capisce meglio.
Esattamente come nella propria vita compare la tristezza allo stesso modo ci sono momenti di profonda allegria.
In questi casi, che in genere corrispondono ad un'azione coerente...

(Le azioni coerenti sono quelle azioni che hanno un sapore di completezza perchè nel farle si sente proprio che cuore cervello stanno andando insieme. Corrispondono anche a quelle situazioni in cui si sente nettamente che non si sta tradendo i propri valori nè se stessi nè tantomeno le proprie aspirazioni. E quindi in un modo o nell'altro si sta facendo qualcosa per stare meglio, per essere più felici.)

...in questi casi (quando si sperimentano queste sensazioni) secondo me...perchè mi hanno insegnato a farlo e ho notato che funziona...bisogna fare un atto particolare. Ringraziarsi e rinchiudere questo ringraziamento nel cuore. Questo fissa quell'attimo di allegria profondamente nella propria coscienza e permette di richiamarla nel "momento del bisogno"..pfa

. ps:....e intanto c'è il mio capo che fa chicchirichì alla propria bambina al telefono perchè lei è un pulcino) eheheheh a proposito di allegria...

scritto da svadhin 20:22 | commenti (2)

ps...ne ho accumulata un po' quindi torno presto... : )

scritto da svadhin 20:00 | commenti

Ci sono ci sono...reclamo un po' di allegria custodita nel mio cuore e ritorno....

scritto da svadhin 19:57 | commenti

lunedì, ottobre 27, 2003

oggi mi sono rotta del blog!

scritto da svadhin 11:16 | commenti (8)

sabato, ottobre 25, 2003

Non lasciar passare una grande tristezza senza reclamare dentro di te quell’allegria che vi è rimasta custodita. Non immaginare di essere solo nel tuo villaggio, nella tua città, sulla Terra e negli infiniti mondi. Non immaginare di essere incatenato a questo tempo e a questo spazio. Non immaginare che con la tua morte si perpetui in eterno la solitudine.

scritto da svadhin 14:32 | commenti (3)

So che è poco importante per la mia vita, ma la sensazione che provo da qualche giorno è quella di avere il cuore vuoto. Completamente svuotato di tutte le passioni, i sentimenti, gli struggimenti d'amore, d'amicizia o altro. E' strano molto strano perchè mentre tutti intorno a me si innamorano, si fidanzano io mi percepisco come un contenitore vuoto. Non è che si stia male così. L'unica cosa è che sono molto molto poco energica. Non mi interessa più o meno di niente, tranne che dell'attività in università con il mio gruppo di giornalisti in erba. Non prendo e non do niente. Neutra. Ho appena attraversato un periodo di grandi "struggimenti" e ora c'è solo la testa piena di nozioni nuove....Oggi c'è "operazione nebulosa", ovvero un incontro con la mia partner di operativa (che è una serie di lavori personali piuttosto complessi ) e normalmente sono iper emozionata. Niente. Tra circa due settimane sarò a Firenze per l'incontro nazionale dei Corvi, ed è un incontro per il quale avrei "fatto carte false" l'anno scorso e...niente. Aspetto. Sono in stand by totale. Tanto non c'è niente da aspettare. Che robe. Strane....Stasera vedrò probabilmente una persona. Normalmente al solo pensiero di vederla ero in fibrillazione...Niente. Tanto non c'è niente da condividere o da scoprire.

La cosa più bella di questa settimana è stato l'incontro casuale con un mio amico. E' passato da me al lavoro perchè aveva appuntamento con una ragazza che lavora qui e mentre l'aspettava si è fermato a parlare con me. Ha cominciato a raccontarmi alcune cose di sè: che quello era stato il suo primo giorno di università, le sue impressioni...poi ci siamo messi a scherzare sul mio modo di vestire e lui a suggerirmi il look adatto a me...In realtà circa due mesi fa lo avevo pregato di fare una cosa per me. Gli avevo chiesto questo: nel momento in cui mi vedrai un po' spaesata e triste (come mi capita di essere, lo so) vieni da me e raccontami qualcosa di te...Io ho fatto un centro lavoro con lui. Ciò significa che con me presente ha parlato della sua vita, delle sue aspirazioni, dei suoi sogni e che quindi so bene quli sono i suoi valori e le cose che contano veramente per lui. La serata in cui gli chiesi di fare questo gesto con me era stato proprio perchè in macchina (eravami lui, un'altra ragazza ed io) si era messo a raccontare come gli andava e la sensazione netta era che nei mesi precedenti si fosse mosso esattamente nella direzione delle sue aspirazioni. Mi aveva pervaso un enorme senso di speranza vedere che tante delle cose che sperava di costruire si stavano materializzando per la sua azione coerente e coraggiosa nel mondo. Da qui la richiesta di raccontare per sentire anche nel momento dello smarrimeneto che ci sono altri che si muovono intenzionalmente e con coerenza verso la creazione di una realtà "nuova"...

scritto da svadhin 13:13 | commenti (2)

lunedì, ottobre 20, 2003

Il Cammino

Se credi che la tua vita termini con la morte, ciò che pensi, che senti e che fai non ha senso. Tutto finisce nell’incoerenza, nella disintegrazione.
Se credi che la tua vita non termini con la morte, ciò che pensi deve coincidere con ciò che senti e con ciò che fai.
Tutto deve dirigersi verso la coerenza, verso l’unità.
Se sei indifferente al dolore e alla sofferenza degli altri, ogni aiuto che tu chieda non troverà giustificazione.
Se non sei indifferente al dolore e alla sofferenza degli altri, devi fare in modo che ciò che senti coincida con ciò che pensi e con ciò che fai per aiutare gli altri.


Impara a trattare gli altri nello stesso modo in cui vorresti essere trattato
Impara a superare il dolore e la sofferenza in te, nel tuo prossimo e nella società umana.
Impara ad opporti alla violenza che c’è in te e fuori di te.
Impara a riconoscere i segni del sacro in te e fuori di te.


Non lasciar passare la tua vita senza chiederti: "Chi sono?"
Non lasciar passare la tua vita senza chiederti: "Dove vado?"
Non lasciar passare un solo giorno senza darti una risposta su chi sei.
Non lasciar passare un solo giorno senza darti una risposta su dove vai.
Non lasciar passare una grande allegria senza ringraziare dentro di te.
Non lasciar passare una grande tristezza senza reclamare dentro di te quell’allegria che vi è rimasta custodita.
Non immaginare di essere solo nel tuo villaggio, nella tua città, sulla Terra e negli infiniti mondi.
Non immaginare di essere incatenato a questo tempo e a questo spazio.
Non immaginare che con la tua morte si perpetui in eterno la solitudine.

da Il messaggio di Silo

scritto da svadhin 22:12 | commenti (3)

..sono tornata da merano ed è stato un fine settimana bellissimo...la mia terra (l'alto adige) è stupenda una mare verde sovrastato da un cielo terso e turchino, dove l'aria è sempre profumata e frizzante come la sua gente...un viaggio tra bellezze e contraddizioni ....



E' un luogo a sè, inattaccato dai discorsi politici del resto del mondo, dove non arrivano le bandiere della pace come non arrivano le brutture della fame e delle difficoltà di tutto il resto del globo.
L'alto adige e la sua gente sono lì da millenni sempre uguali a se stessi, le stesse facce scolpite dal sole e dal freddo dell'alta montagna. E si ripetono sempre uguali errori e uguali gesti d'affetto.
Dico questo perchè me l'ero totalmente scordato...in genere torno a casa più preoccupata delle possibili scenate di mia mamma o di mio fratello che altro...e non ho nemmeno il tempo di guardarmi intorno e di gustarmi tutto ciò che ho sempre amato tanto.
L'altra sera siamo stati in una stube. Si chiamano così i posti dove puoi bere o mangiare qualcosa e ci è capitata una cosa assurda. Eravamo mio fratello ed alcuni dei miei amici. Metà di noi sono tedeschi, altri sono metà italiani e metà tedeschi, io e mio fratello italiani e ladini. Ovvero abbiamo la mamma ladina ed il papà italiano e via così ma ognuno di noi parla abbastanza correttamente e comprende molto bene il tedesco...
Scena: locale pienissimo, mio fratello si alza con me per andare al bagno, urta un posacenere che cade, dopo 2 minuti arriva la cameriera ed in italiano ci dice che dobbiamo ripulire ed in mano ha scopa e paletta. Mio fratello si mette a farlo e alcuni dei tavoli vicini (credendo che sia italiano - noi al tavolo parlavamo italiano) si mettono a prenderlo in giro in tedesco e a fargli delle foto, sempre per deriderlo. La reazione è immediata. Gli risponde agressivo in dialetto tedesco, a male parole naturalmente. Alla fine anche il gestore viene, perchè ormai si è creata una discussione tra i miei amici e gli altri avventori ed anche lui ci schernisce perchè pensa che siamo italiani. E' stato un flash pazzesco. Le parole che mi uscivano un po' in tedesco un po' in italiano. Io mi sono come gli altri improvvisamente infiammata di un orgoglio etnico che neppure sapevamo di avere. Io non sono nemmeno nè italiana nè tedesca. La verità è che vedere mio fratello umiliato e deriso e comprendere che la questione veniva posta subito come uno scontro tra etnie mi ha lasciato di merda! Mi sembrava quasi che usare la questione etnica desse forza alle mie opinioni, come che visto passavo per italiana allora venissi trattata così ed avevo ragione a considerarli stronzi. Ed era paradossale perchè mentre mi succedeva questo in contemporanea la testa diceva:"ma no non è possibile, io con questa gente ci voglio parlare sono come loro" Infatti quasi subito io mi sono calmata mentre gli altri si infervoravano sempre più....
Era impossibile parlare e spiegarsi, non per la lingua ma per tutta una serie di pregiudizi che c'erano a monte. A me veniva letteralmente da piangere. Volevo difendere la dignità di mio fratello (che ho visto umiliato e maltrattato troppe volte nella vita a prescindere da questo caso) e allo stesso tempo trovare una soluzione umana.
Ce ne siamo andati :-)
E la cosa più bella è stato poi guardarsi tutti un film, dopo aver sfogato fra noi e aver capito meglio quello che era successo..io accanto al mio migliore amico che mi coccolava come mai nel suo lettone.

scritto da svadhin 14:36 | commenti (4)

venerdì, ottobre 17, 2003

Vado a casa, parto, vado a Merano, niente connessioni....sigh

scritto da svadhin 14:19 | commenti (1)

L'Amore è un concetto filosofico teso semplicemente a mascherare l'istinto di accoppiamento. La sua versione attuale, concepita durante il Romanticismo, venne elaborata dalla borghesia ottocentesca che cercava le proprie origini ideologiche ed economiche nel medioevo europeo. In quel periodo storico il sesso era un tabù, e di conseguenza divenne necessario ricoprirlo di simboli fasulli presentabili in società. L'illusione dell'Amore, simboleggiato dalla principessa rinchiusa nella torre e salvata dal principe azzurro, divenne così un'ulteriore strumento di controllo sociale nelle mani della classe dirigente. L'inerzia storica ci trattiene tuttora in quella illusione. CLANC


Quando si dice che la storia insegna!
Io comunque penso all'amore come a quello tra Julie e Malaussène nei libri di Pennac. Troppo bello! sulla sinistra trovate il link...

scritto da svadhin 10:35 | commenti (4)

giovedì, ottobre 16, 2003

un sogno va sempre alimentato.
perchè? è un luogo comune o una verità sacrosanta? non ho mai abbandonato i sogni. ho sempre lottato, a volte sacrificato, mai calpestato
per portare avanti le mie convinzioni. avrò fatto bene o mi sono semplicemente illusa? è giusto che la mente voli oltre il corpo e lo trascini con le sue immagini oltre limiti e confini fisici? dove inizia la realtà e dove inizia il sogno? d'amore? di libertà? di emancipazione - che brutto o bel termine - ?
è giusto tentare di volare liberi?

cosè la libertà?

mia tua vostra loro?
chi è veramente libero?
di chi è la libertà?
chi se l'è presa?

scritto da svadhin 23:03 | commenti (4)

Vado a bere il caffè!

scritto da svadhin 14:27 | commenti (2)

Buongiorno e buon pranzo a tutti!

scritto da svadhin 14:27 | commenti

Dichiaro ufficialmente chiuso il festival della barzelletta. :) Si torna alla normalità.

scritto da svadhin 14:26 | commenti