libera in libero mondo

venerdì, novembre 28, 2003

Il problema non è tanto coppia o non coppia, il problema è lasciarsi andare o non lasciarsi andare, tuffarsi o non tuffarsi? Quante volte capita che si sentano delle cose e poi per qualche oscuro motivo si decida di non vivere questo sentimento. Imbavagliati, legati, frustrati! Perchè c'è sempre tempo per trovare la persona giusta, c'è sempre tempo per trovare l'oggetto ideale, perchè non è ancora tempo di superare una paura. Per la cronaca lei ha deciso di lasciarsi andare e di viversi quello che stava succedendo. E io ne sono felice. Anche perchè mi sembra che si tenda a definire apriori le persone...in base a ciò che si è deciso. Ho deciso che nons to in coppia quindi escludo qualsiasi esperienza o viceversa. Per me è mancanza di rispetto per le persone coinvolte oltre che per i propri sentimenti, che guarda caso si provano a prescindere da tutto. E' mettere un'etichetta alla gente e alle situazione e negare e negarsi un'evoluzione. Ho il dente avvelenato su questa questione! Ma le idee sempre più chiare!

scritto da svadhin 10:48 | commenti

giovedì, novembre 27, 2003

Oggi mi hanno chiesto: "Ma perchè la gente ha paura delle cose belle?". Nello specifico parliamo di un rapporto d'amore di due ragazzi che si conoscono si piacciono, fanno l'amore e poi lui comincia ad amare ed ad esprimere liberamente ciò che sente. E lei si tira indietro. E ha paura di una storia...Io non quante volte è successo a me. Ma non sapevo cosa rispondere.

scritto da svadhin 11:51 | commenti (3)

mercoledì, novembre 26, 2003

Una delle preoccupazioni più grandi che ho?

Non lasciare agli altri lo spazio di comunicare liberamente. Ho una personalità molto forte, se entro in una stanza la riempio. Con la voce, con i gesti, con i sorrisi. Senza contare che sono molto rapida nelle risposte, quindi sempre una delle prime a parlare a dire la propria. Rompo il ghiaccio per vocazione, perchè ho sperimentato che non c'è di che aver paura nell'esprimersi con una certa libertà. Datemi un palco perchè dal livello che mi consente la mia altezza non potrete udirmi abbastanza. Sono una pressa, farei parlare anche il più timido dei timidi perchè insisto! E molto spesso per coinvolgere sono eccessiva e non rispetto gli spazi altrui.

Ed è sempre stato un mio cruccio: la preoccupazione di "schiacciare" la personalità di altri meno invadenti, più timidi e discreti. Non credo sia bello avere accanto una persona per cui sei costretto a sgomitare per farti sentire o ascoltare. Il brutto è che mi viene naturale e spontaneo. Solo ultimamente ho cominciato a modificare quest'aspetto, ad alzare il livello di attenzione sulle altre persone in modo da "lasciarle vivere". Se potessi però chiederei scusa a tutti quelli che sono stati travolti da che ho la facoltà di parlare. Perchè per comunicare è fondamentale essere almeno in due.

scritto da svadhin 14:56 | commenti (3)

lunedì, novembre 24, 2003

Fuori piove, anzi diluvia. E l'acqua sta spazzando via tutto. L'inquinamento, la foschia che cala su milano durante l'inverno e come succede all'aria anche la mia mente piena di progetti si schiarisce e si risveglia. E' una bella sensazione. Chissà se altri la stanno provando. Oggi non ho molto da scrivere. Sono ancora di fronte ad un computer perchè mentre stavo stampando le ultime cose per la riunione di domani due amici mi hanno intercettato su MSN. A quei due, anche se uno lo conosco un po' meno, voglio un gran bene. E' sempre un piacere chiacchierare con loro. Mi spaventano un po' entrambi perchè sembra che abbiano una grande dimestichezza con i loro stati d'animo. Parlando con loro hai la sensazione che conoscano l'animo umano abbastanza bene. E io che gioco sempre a rimpiattino con me stessa mi trovo in empasse a chiacchierare con loro. Della serie datemi una copertina per l'anima che mi ci avvolgo ben bene, perchè non ci passi nulla attraverso e loro non possano realmente vedere come sono...

scritto da svadhin 20:39 | commenti (5)

sabato, novembre 22, 2003

Poco fa ho lasciato una mia amica, come si dice in gergo del movimento "una mia pari". E' una persona che conosco da quattro anni, con lei ho fatto di tutto, riso, pianto, scherzato, discusso, organizzato e litigato. Ogni sei mesi si ripete più o meno la stessa scena...lei che si sfoga con me per le difficoltà che trova nell'organizzare tutte le attività. Non so come stavo le altre volte dopo queste chiacchierate, ma questa mi ha proprio buttato giù. Voi direte, ma sei sempre triste, amareggiata...mah! Non so. L'ho vista sorridere entusiasta tante volte, lanciarsi e costruire intorno a sè. E so che questo è solo l'ennesimo sfogo, perchè lavora tanto e in pratica solo con grandi sacrifici riesce a stare dietro a tutto quello che le sta capitando. Spero solo di essere stata utile come ascoltatrice. Io sto così perchè mi ha fatto una panoramica dal suo punto di vista della mia vita...e quello che ho visto non m'è piaciuto per niente. E ora con un groppo alla gola mi dico: moh da che parte comincio? Insomma lei mi dava dei consigli, mi raccontava cose e davanti a me c'era un treno di immagini tutte abbastanza buie....Sapendo che non è un'idiota non posso non ascoltarla. Vabbeh...già scrivere m'è servito da sfogo.

Comunque se devo vedermi con gli occhi degli altri, preferisco vedermi come mi vede un'altra mia pari. Eravamo al campeggio, ci stavamo salutando e lei mi disse:"Ci vediamo a Milano!" Io sconsolata (perchè al campeggio me ne erano successe di ogni) le risposi "Sì, spero di aver la forza di risolvere tutte le questioni aperte." e lei: "Tu ne hai anche molta di più di forza!" Non l'ho ancora scordato.

Cambiando argomento...
Ieri sono arrivati i calendari che ci serviranno per l'autofinanziamento. Paura! Come al solito sarà un delirio perchè siamo organizzati in maniera non troppo efficace, ma sono belli e soprattutto dedicati alla questione femminile. Trovo sia molto importante per noi donne non smettere di cercare un modo per essere veramente, profondamente donne e soprattutto perchè anche alle donne siano date pari opportunità e dignità, in tutto il mondo.

E poi sul calendario c'è questo scritto bellissimo che spiega
PERCHE' PER NOI E' IMPORTANTE TUTTO QUESTO.

"Nella nostra esperienza quotidiana siamo distratti da innumerevoli cose. Ci distraggono i piccoli e grandi inconvenienti, desideri più o meno grossolani, il timore e l'inquietudine. Così le nostre giornate passano fuggendo o rincorrendo qualcosa che a volte ha il sapore dell'indefinito. Poi accadono fatti che sul momento possono sembrare drammatici o scioccanti, ma, che hanno il potere di portarci a guardare cos'è veramente importante. Abbiamo scelto di non distrarci e di costruire qualcosa di importante per noi e per gli altri. "

scritto da svadhin 18:29 | commenti (4)

venerdì, novembre 21, 2003



Tanto tempo fa scrissi questo...era il motivo per cui allora stavo nel movimento e forse vale ancora...Ora, come nel giugno del 2000, sento di doverlo stampare, pubblicare, mettere on-line, diffondere con tutti i mezzi ed i modi...



Non l'ho visto morire, non l'ho nemmeno immaginato. Non so come ha fatto quando si è detto: "No, non vivrò più." Ho solo sentito il suo dolore, dentro di me, come artigli che straziavano la mia carne, la mia essenza.
Non l'ho vista rinunciare, l'ho solo sentita urlare, folle di paura, disperata nel buio, per la solitudine che la mangiava dentro.
Non l'ho visto addormentarsi, l'ho solo visto stanco, ma quella stanchezza era la mia. Io stessa portavo il fardello, pesante ed immenso, più grande della gioia del suo raro sorriso, della forza delle sue fragili spalle.

Finalmente ho solo sentito repulsione, rabbia, tanta rabbia ed infine forza. Fino all'ultima cellula del mio corpo, fino all'ultima nicchia del mio cuore, fino all'ultimo angolo del mio cervello.

Ho guardato nello specchio dei loro occhi. Sono felici. Vivi, attenti, svegli, stanchi ma innamorati. Di cosa?
Della realtà che costruiscono. Lucidi di gioia, cupi di rabbia, vellutati di lacrime, permeati di presunzione. Sono i loro occhi, sono i miei occhi.

Qui si vede la realtà, si analizza la realtà, si discute la realtà. Qui appare la realtà, qui si cambia la realtà, qui non si chiacchiera. Qui si agisce e si costruisce. Con poco...

Anzi con null'altro che con l'uomo e la fiducia nell'uomo.
Qui si cerca la felicità per sè e per gli occhi dell'altro.
Pace, forza e allegria.

scritto da svadhin 17:55 | commenti (3)

martedì, novembre 18, 2003

Anima mia
chiudi gli occhi
piano piano
e come s'affonda nell'acqua
immergiti nel sonno
nuda e vestita di bianco
il più bello dei sogni ti accoglierà

anima mia
chiudi gli occhi
piano piano
abbandonati come nell'arco delle mie braccia
nel tuo sonno non dimenticarmi
chiudi gli occhi pian piano
i tuoi occhi marroni
dove brucia una fiamma verde
anima mia.
di Nazim Hikmet

Una notte serena a tutti voi, miei cari amici bloggers...

scritto da svadhin 20:52 | commenti (3)

giovedì, novembre 13, 2003

La paz comienza en ti



Vengo da una famiglia abbastanza scalcagnata...abito lontano da casa, e con i miei genitori non ho un rapporto felicissimo. Da sempre però, fin da quando sono piccola, mio padre è la mia cartina tornasole indispensabile per testare la gravità degli avvenimenti nel mondo e per capirne il senso senza perdere di vista i valori fondamentali. Badate bene, mio padre non ha altro che una licenza di scuola elementare ed è cresciuto tra i meli dell'altoadige rincorrendo galline e "conici". Non ha mai viaggiato nè avuto la possibilità di arricchirsi culturalmente, oltre a quanto gli suggeriva il suo buon senso. Da sempre è la persona che seppur lontana chiamo in caso di terremoti, sciagure, attentati, guerre...
Il motivo per cui lo faccio è semplice. Sa darmi un punto di vista sempre molto lucido rispetto a questi avvenimenti. Perchè ha un'esperienza diretta di tante cose e come si sul dire "ha visto passare tanta acqua sotto i ponti". Ed è da tale esperienza che nasce la tranquillità che sa trasmettermi e soprattutto la fiducia. La fiducia che in un modo o nell'altro l'essere umano è destinato a crescere ed evolversi. Sì, tanti gesti portano alla violenza e alimentano altra violenza come naturale ed istintiva risposta...Nonostante tutto il marasma però che c'è nel mondo il mio papà mi aiuta a ritrovare il registro (la sensazione) della pace.

E scusate se è poco. Non sentire più la paura, il panico di fronte ad atti di violenza incontrollati mi regala la condizione ideale per ritrovare il senso di ciascuna delle azioni che mi portano fuori da me, ad agire nel mondo per costruire e non per distruggere in risposta alla distruzione causata dagli "altri". Perchè la pace comincia nel cuore di ciascuno di noi. E questo è un grande tributo alla forza e alla semplicità di mio padre, che mi ha insegnato la pace.

scritto da svadhin 14:37 | commenti (3)

mercoledì, novembre 12, 2003

L'arte di imparare
La capacità di imparare è una delle virtù che in passato mi sono sempre riconosciuta. Oggi a fronte di una serie di cose che sono successe ci riflettevo e non sono più così sicura. Insomma, non ascolto i consigli degli altri, non assorbo più come un tempo informazioni e nozioni e non metto più lo stesso interesse nel formarmi un'opinione personale sulle cose e le situazioni. E' molto strano per me rendermi conto di questo. E' come se avessi chiuso le porte al futuro, me ne rendo conto. E' come se non stessi più rempiendo lo zaino di esperienze e conoscenze come facevo un tempo. E' un po' triste, ma è vero. Non sento più la necessità di evolvere, o quanto meno questa si scontra ben presto contro una barriera...che vista da vicino è la barriera del tempo, un po' più da lontano la morte. Non è che ci stia male in questa condizione, è solo che poi quando qualcuno ti lancia un progetto a futuro, è difficile dire sì ci sono. Vengono fuori tutta una serie di resistenze ed io discuto e discuto e discuto.

Poi però mi ritrovo a fare cose con coerenza, come chiacchierare con altri perchè gli sto spiegando il mio progetto...e mi rendo conto che forse ho già imparato tanto ed è ora di trasmettere.

E la mia vita si ritrova lanciata verso il futuro...

scritto da svadhin 19:55 | commenti (2)

martedì, novembre 11, 2003

Il consiglio delle comari...alias le mie pari riunite sabato sera per raccontarsi...ha deliberato che devo comportarmi in maniera assolutamente naturale con entrambi i sottospecificati uomini. Come farei con due amici. E questa è la visione che più incastra e mi rilassa. Nè per l'uno nè per altro...oramai provo altro che affetto. Io sto cambiando e non è il momento di mettersi in cose complicate. Questo invece è un mio pensiero. Vado a fare la mia riunione settimanale. Oggi c'è una persona nuova...e sono molto emozionata. Un abbraccio

scritto da svadhin 12:38 | commenti (2)

sabato, novembre 08, 2003

Arghhh, momento di estrema confusione per il quale vale la pena di scrivere cose mooollllto personali, e poi un Amico me l'aveva chiesto....

E' tutta un'illusione

Allora: il primo ha occhi trasparenti e sinceri, guardarvi dentro è come un tuffo nel mare più cristallino e caldo. Ci si può annegare. E' forte, generoso, spontaneo. E' protettivo e sempre presente. Rilassante e premuroso. Il secondo è una turbolenza continua nella mia vita: ha trovato una breccia nel mio cuore, vi entrato con prepotenza e decisione, senza chiedere scusa, mai. E' orgoglioso e spavaldo, giocoso e indisponente. Siamo lui l'acqua io il fuoco. Perchè nella sua apparente superficialità in realtà c'è un mondo di sentimenti che a me non esprime, quasi mai. Il primo farebbe qualsiasi cosa per me, il secondo centellina un abbraccio.
Apparentemente non c'è niente che non vada in questa situazione. Tranne per il fatto che io in realtà me li ritrovo ora di nuovo entrambi accanto. E non voglio nessuno dei due!

Tra le altre cose...il primo dice di essere innamorato di me, e ha fatto un gesto insensato per me che potrebbe farlo soffrire. E se c'è una cosa che non sopporto è vedere le persone a cui voglio bene che stanno male!!!!!!
Il secondo è talmente influente che mi basta un suo msg per mandarmi in brodo di giuggiole...

Quindi...la prima reazione che ho è quella di allontanarmi da entrambi senza tante spiegazioni, la seconda è di lanciarmi con loro in una chiacchierata in cui riporto tutte queste considerazioni ma con la paura di passare per la solita paranoica e di fatto di forzare una situazione che probabilmente avrebbe tutt'altra evoluzione se io me la vivessi tranquillamente.
In più c'è la mia vocina razionale che mi dice che tutto questo non ha senso. E che avrebbe molllto più senso occuparmi d'altro. Senza contare che il mondo è pieno di uomini!
Sigh non so che fare.

scritto da svadhin 12:17 | commenti (6)

martedì, novembre 04, 2003

Incredibile. Ogni volta che qualcuno mi chiede espressamente di raccontare qualcosa di me mi arrabbio! (naturalmente mi riferisco a racconti di cose molto personali) E' pazzesco ma non so nemmeno bene perchè. E' l'opposto di ciò che accade quando racconto per mia intenzione qualcosa di me. E la sensazione che provo è la stessa che potrei provare di fronte ad un tradimento.

scritto da svadhin 21:50 | commenti (5)

lunedì, novembre 03, 2003

Ogni mattina apro gli occhi, più o meno nello stesso modo: con circa 45 minuti di anticipo sull'orario in cui realmente dovrei alzarmi. La sera prima infatti in genere mi dico:"domani mi sveglio presto e faccio questo, quello e quell'altro..."Invece ogni mattina stessa scena, suona la sveglia del cell e io mi dico.."che importa, questo caldino me lo godo un altro po'" ... poi...quando ormai è asoolutamente ora di alzarmi, ancora in uno stato di dormiveglia preparo un caffè. Mentre aspetto che la bevanda si materializzi magicamente nella caffettiera, mi lavo, mi vesto...smadonno 5 minuti con le mie lenti a contatto che fatico sempre a mettermi...finalmente mi siedo con la tazzina di caffè bollente tra le mani, sbevacchio e poi mi accendo la prima sigaretta..

Seduta al mio tavolo comincio a fare l'appello dei miei pensieri ancora misti ai sogni e al lavorio notturno della coscienza, capita a volte che mi segni qualche sogno, in prospettiva del prossimo appuntamento di operativa...
Molto più comune che nella mente mi si affollino le preoccupazioni del lavoro o dello studio o qualche pensiero riferito ai miei amici, ai miei amanti, ai ragazzi che con me fanno attività.

Conclusosi il rito della sigaretta velocemente schizzo in strada, ovviamente in ritardo. Il lavorio mentale continua per tutto il tragitto, sia che sia in bicicletta sia che sia sul tram - vigile che non compaiano i controllori. In quel caso, infatti, dovrò essere pronta a scappare, quindi almeno un 60% delle mie energie è già a quel pensiero. Qui a MI il biglietto costa 1 euro ed io, che devo fare poche fermate, non sempre lo acquisto. Scendo dal tram ed attraverso parte del quartiere cinese. Qui è un brulicare di gente (sempre, comunque e a qualsiasi ora) che gira con immensi carichi su muletti da una vetrina all'altra. Africani mastodontici, asiatici esili e veloci, zingari dall'aria furba e dagli abiti cenciosi oppure occidentali agitati ed furtivi. Percorro circa 500 metri in mezzo al marasma del traffico umano ed automobilistico, mentre gli effluvi delle cucine dei ristoranti multietnici iniziano già a spargersi nell'aria. E' un percorso che faccio meccanicamente guardandomi in giro solo per controllare se c'è qualche offerta di lavoro nelle vetrine dei bar e dei negozi di abbigliamento visto che ci sono tanti amici in cerca di occupazione. Entro nell'atrio ovattato della società madre, ne riesco dopo un veloce saluto alle centraliniste ed aver preso la posta. Mi infilo nel seminterrato del nostro ufficio. Qui accendo il mio imac e dopo la veloce registrazione in MSN apro come prima cosa una finestra sul vostro mondo. Guardo veloce se ci sono nuovi post o messaggi e leggo con avidità le ultime news dei blog più amati. Alle volte lascio un commento, un saluto, ma sono ancora abbastanza rincoglionita e le cose che scrivo, mi accorgo dopo, non sempre hanno pertinenza. I miei colleghi, dopo circa 10 minuti che ognuno di noi è arrivato, propongono di bere il caffè. Usciamo tutti e ci incamminiamo verso il bar in cima alla via. C'è chi parla dell'ultima versione di questo o quel programma, c'è chi chiede spiegazioni su linux ...c'è chi come me ammortizza ancora il sonno...

...e poi arrivo davanti al bar e il mio sguardo, che finora è rimasto perso tra i miei pensieri o puntato sul metro di asfalto davanti ai miei piedi, meccanicamente si alza.
Tutte le mattine nello stesso modo. E ciò che vedo è sempre la stessa scena, ogni mattina. Eppure io, da un giorno all'altro, la scordo regolarmente.

Un folto gruppo di persone, di tutte le razze e le età che si affollano chi sulla strada chi sul marciapiede, chi seduto sui panettoni, chi in piedi con tanti sacchetti in mano di fronte alla mensa dei poveri. Lì in anticipo di diverse ore sull'orario del pranzo...lì al freddo, o al caldo, o sotto il sole o sotto la pioggia...in abiti stracciati o semplicemente trasandati lì a chiedere cibo, calore, aiuto e chissà cos'altro...

Ed io improvvisamente, come ogni mattina, mi sveglio.

scritto da svadhin 14:44 | commenti (4)