giovedì, settembre 30, 2004
Sono arrabbiata. Ci sono delle situazioni che sono nate irritanti e continuano ad esserlo. Ma perchè non le taglio mi chiedo io? In alcuni casi, val la pena di mandare a quel paese anche i cosiddetti amici. Se non altro perchè si rendano conto che un ripetuto comportamento che ti incasina la vita dovrebbe smettere. E invece no! Finisco sempre per lasciar sbollire la rabbia ed usare toni razionalizzati. Forse perchè, alla fine, penso che alcune persone non siano sufficientemente attente agli altri per ascoltare rimostranze da chicchessia. Quindi anche esprimer loro un disappunto non dovrebbe servire a molto. Mi chiedo se il mio sia un buon modo di vedere la cosa.
Credo di no.
lunedì, settembre 27, 2004
ESPERIENZA DI CONTATTO CON SE STESSI
Vedo crescere intorno a me la violenza e l'ingiustizia. Ogni giorno succedono cose che prima sembravano impensabili.
Sento orrore, rabbia e impotenza davanti alla brutalità e all'ipocrisia che dilagano nel mondo.
Mi chiedo: cosa succederà, se cederò allo sconforto o alla voglia di vendetta?
Cosa succederà, se chiuderò gli occhi davanti alla violenza crescente?
No! Non voglio vivere così....
Mi ribello a tutto questo.
Poi, lentamente, sento risorgere la speranza e la fede nel futuro e l'allegria custodita dentro di me scaccia la tristezza.
Comprendo che in questo momento pieno di atrocità per opporsi alla violenza servono mente lucida, pace nel cuore e forza nelle azioni.
Sento la presenza di tutta la gente buona che prima di me si è impegnata per superare il dolore e la sofferenza prodotti dalla violenza.
Sento la presenza di tutti quelli che lo stanno facendo adesso insieme a me.
Sento la presenza di tutti quelli che continueranno a farlo dopo di me.
Voglio dare anch'io il mio contributo per superare la violenza preistorica ed entrare in una nuova tappa della storia umana.
Mi sento forte e sereno.
Allora prendo per mano il mio vicino e sento tutta l'urgenza e l'importanza di questa missione a favore della vita.
lunedì, settembre 20, 2004
:-)
mercoledì, settembre 08, 2004
MILANO PER LA NON-VIOLENZA
Oggi la violenza si impone in tutti i campi della vita sociale e intacca, ogni giorno di più, anche la sfera personale di ciascuno di noi.
L’umanità si trova a un bivio: da una parte violenza e distruzione crescenti, dall’altra il coraggioso cammino della non-violenza attiva.
Essere non-violenti significa superare la violenza interna e muoversi per denunciare e superare quella sociale, perché un vero nonviolento non tollera la violenza e le si oppone attivamente.
SUPERARE LA VIOLENZA SUL PIANO INTERNAZIONALE È:
L’Italia fuori dalla guerra. Ritirare immediatamente le truppe italiane dall’Iraq e attenersi alle risoluzioni dell’ONU, nel rispetto della Costituzione Italiana:
Articolo 11. "L'Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali…"
SUPERARE LA VIOLENZA NELLA VITA SOCIALE È, COME PRIMO PASSO:
applicare la legge, per quanto imperfetta sia, e far funzionare la giustizia.
L’ Articolo 3 della Costituzione recita:
"È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana…". Ma il diritto a vivere come persone umane, cioè il diritto alla salute, all’educazione, alla casa, al lavoro, alla pensione, alla libertà e alle pari opportunità, è violato sistematicamente.
SUPERARE LA VIOLENZA NELLA SFERA FAMILIARE È:
fare ciò che si predica, uscendo dalla retorica ipocrita che avvelena le nuove generazioni
SUPERARE LA VIOLENZA NELLA SFERA PERSONALE È:
sforzarsi di far coincidere ciò che si pensa con ciò che si sente e ciò che si fa, sfuggendo alla contraddizione che genera violenza.
LA NON-VIOLENZA È UNA SCELTA DI VITA, È IMPARARE
A SUPERARE LA VIOLENZA IN SÉ E FUORI DI SÉ
MOVIMENTO UMANISTA
Ti invitiamo a diffondere queste proposte e ad aiutarci a creare una grande forza nonviolenta nella nostra città. Partecipa il 6 novembre alla Giornata per la nonviolenza a Milano.
venerdì, settembre 03, 2004
Copiando Lala....
giovedì, settembre 02, 2004
Ieri ho pianto.
Ho pianto prima davanti un documentario sulle montagne e il free climbing, poi mentro guardavo un pezzo di un film "Il coraggio della verità".
Mica perchè fossi triste, anzi.
E tutto ciò è bellissimo!
Perchè una volta non sarei riuscita a superare i miei blocchi personali e a piangere per un'emozione.
Ora ci riesco ed è davvero liberatorio.
In precedenza mi capitava di provare forti emozioni e di non riuscire ad esprimerle, sfogarle e quasi in automatico mi ammalavo, di una febbre intorno ai 37 gradi e mezzo - 37 e sette che mi stordiva e durava anche una settimana. Senza altri sintomi se non mal di testa e spossatezza.
Ieri l'emozione nel vedere delle cime e poi nel vedere scene di sofferenza in guerra è sgorgata dai miei occhi, senza farmi male. Lasciandomi leggera e rilassata e anche abbastanza risoluta nel fare due cose:
uno, portare il mio uomo in montagna
due, continuare a promuovere con sempre più forza le nostre campagne sulla non-violenza.
That's all.
