lunedì, novembre 29, 2004
Eccomi!!!!
Ho gia' avuto il primo mal di pancia ma partecipato anche alla mia prima presentazione in un college indiano.
L'india e' bella, puzzona ma allegra. Caotica ma poetica e struggente in alcuni momenti. Vi raccontero' meglio quando saro' a delhi...per ora faccio lezioni di hindi con i nostri amici indiani.
Bacione
RO
venerdì, novembre 26, 2004
Il prossimo aggiornamento avverrà.... dall'India!
gulp, puff, pant, aiut...gurble.
(dedicato a mio fratello cui piacciono le espressioni onomatopeiche -
chissà perchè in 'sti momenti si pensa sempre alla famiglia, mah!)
nota di redazione: svadhin in hindi vuol dire "india libera o autonoma"
giovedì, novembre 25, 2004
"Ogni conoscenza che tu cerchi al solo fine di arricchire il tuo sapere, di accumulare tesori, ti fa deviare dalla tua strada;
ogni conoscenza che tu cerchi invece per maturarti sulla via della nobilitazione dell’uomo e dell’evoluzione del mondo, ti porta avanti di un passo.
Ogni idea che non divenga per te un’ideale, uccide una forza della tua anima; ogni idea invece che divenga un ideale, crea in te forze vitali. "
Tratto da "Iniziazione" R.Steiner…
Meno 2.
mercoledì, novembre 24, 2004
Meno 3.
martedì, novembre 23, 2004
Meno 4.
lunedì, novembre 22, 2004
Meno 5
domenica, novembre 21, 2004
meno 6.
paura.
il problema è che come sempre prima di un salto...ho paura. Sto per saltare, da un trampolino, la vista si annebbia, lo stomaco si contorce. Improvvisamente l'adrenalina mi fa sentire la testa leggera, non capisco più nulla e mi lancio. Questa è la mia vita. Qualcuno direbbe che è istintiva. Io dico che è coraggiosa. Intuire che qualcosa è quello che vorresti per te, andare contro l buon senso che ti hanno insegnato e vivere una nuova avventura. I mondo è un immneso parco giochi. La vita un'avventura da vivere. l'allegria sta nel non dimenticare di essere un bambino.
Vi racconto un episodio che secondo me serve a suffragare quanto affermo.
Lo scorso 6 novembre a Milano c'era una manifestazione cittadina per la non-violenza. Il nostro gruppo si è diviso, da una parte 50 persone hanno organizzato un meraviglioso banchetto dove c'era di tutto. Un quartetto che suonava, un pagiaccio che faceva giocare i bambini, insomma erano organizzatissimi. Pronti a tutto. Durante il banchetto hanno fermato 80 persone che hanno lasciato i loro dati. Noi eravamno invece in tre in un altro punto della città. Essendo in tre avevamo molte meno risorse. Dei gessetti, uno scatolone e una bilancia. Beh abbiamo fermato anche noi un centinaio di persone ma contattate solo una decina. Cosa facevamo fare a chi si fermava? Li facevamo giocare alla campana. Il vecchio gioco delle caselle, del sassetto. beh l'altra sera i 50 hanno ricontattato le persone fermate per venire alla nostra cena doi quartiere: 80! Noi abbiamo ricontattato i nostri dieci. Beh uno dei nostri nuovi contatti è venuto alla cena...degli ottanta non ne è venuto nessuno.
E secondo me è perchè noi abbiamo fatto giocare adulti e bambini.
giovedì, novembre 18, 2004
Meno 9.
mercoledì, novembre 17, 2004
meno 10
ps: meno impanicata perchè ampiamente presa per il culo da amico per le mie paure
lunedì, novembre 15, 2004
Non so sia vero, ma mi dicono che questa è una lettera mandata da Gandhi ad Hitler...
Caro amico,
se vi chiamo amico, non è per formalismo. Io non ho nemici.
Il lavoro
della mia vita da più di trentacinque anni è stato quello di
assicurarmi l’amicizia di tutta l’umanità, senza distinzione di razza,
di colore o di credo.
Spero che avrete il tempo e la voglia di sapere
come una parte importante dell’umanità che vive sotto l’influenza di
questa dottrina di amicizia universale considera le vostre azioni.
Non
dubitiamo della vostra bravura e dell’amore che nutrite per la vostra
patria e non crediamo che siate il mostro descritto dai vostri
avversari. Ma i vostri scritti e le vostre dichiarazioni, come quelli
dei vostri amici e ammiratori, non permettono di dubitare che molti dei
vostri atti siano mostruosi e che attentino alla dignità umana,
soprattutto nel giudizio di chi, come me, crede all’amicizia
universale.
È stato così con la vostra umiliazione della Cecoslovacchia,
col rapimento della Polonia e l’assorbimento della Danimarca. Sono
consapevole del fatto che, secondo la vostra concezione della vita,
quelle spoliazioni sono atti lodevoli.
Ma noi abbiamo imparato sin
dall’infanzia a considerarli come atti che degradno l’umanità. In tal
modo non possiamo augurarci il successo delle vostre armi. Ma la nostra
posizione è unica.
Noi resistiamo all’imperialismo britannico quanto al
nazismo.
Se vi è una differenza, è una differenza di grado. Un quinto
della razza umana è stato posto sotto lo stivale britannico con mezzi
inaccettabili.
La nostra resistenza a questa oppressione non significa
che noi vogliamo del male al popolo britannico. Noi cerchiamo di
convertirlo, non di batterlo sul campo di battaglia. La nostra rivolta
contro il dominio britannico è fatta senza armi. Ma che noi si riesca a
convertire o meno i britannici, siamo comunque decisi a rendere il loro
dominio impossibile con la non cooperazione non violenta. Si tratta di
un metodo invincibile per sua natura. Si basa sul fatto che nessun
sfruttatore potrà mai raggiungere il suo scopo senza un minimo di
collaborazione,volontaria o forzata, da parte della vittima, I nostri
padroni possono possedere le nostre terre e i nostri corpi, ma non le
nostre anime. Essi non possono possedere queste ultime che sterminando
tutti gli indiani, uomini, donne e bambini.
E' vero che tutti non
possono elevarsi a tale grado di eroismo e che la foza può disperdere
la rivolta, ma non è questa la questione.
Perché se sarà posibile
trovare in India un numero conveniente di uomini e di donne pronti,
senza alcuna animosità verso gli sfruttatori a sacrificare la loro vita
piuttosto che piegare il ginocchio di fronte a loro, queste persone
avranno mostrato il cammino che porta alla liberazione dalla tirannia
violenta. Vi prego di credermi quando affermo che in India trovereste
un numero inaspettato di uomini e donne simili.
Essi hanno ricevuto
questa formazione da più di vent’ anni. Con la tecnica della non
violenza, comé ho detto, la sconfitta non esiste. Si tratta di un
«agire o morire senza uccidere nè ferire. Essa può essere utilizzata
praticamente senza denaro e senza l’aiuto di quella scienza della
distruzione che voi avete portato a un tale grado di perfezione.Io sono
stupito dal fatto che voi non vediate come questa non sia monopolio di
nessuno. Se non saranno i britannici, sarà qualche altra potenza a
migliorare il vostro metodo e a battervi con le vostre stesse armi. Non
lascerete al vostro popolo un’eredità di cui potrà andare fiero. Non
potrà andare orgoglioso raccontando atti crudeli, anche se abilmente
preparati.
Vi chiedo dunque in nome dell’umanità di cessare la guerra.
In questa stagione in cui i cuori dei popoli d’Europa implorano la
pace,noi abbiamo sospeso anche la nostra stessa lotta pacifica. Non è
troppo chiedervi di fare uno sforzo per la pace in un momento che forse
non significherà nulla per voi, ma che deve significare molto per i
milioni di europei di cui io sento il muto clamore per la pace, perché
le mie orecchie sono abituate a sentire le masse silenziose.
Avevo
intenzione d’indirizzare un appello congiunto a voi e al signor
Mussolini, che ho avuto l’onore di incontrare all’epoca del mio viaggio
in Inghilterra come delegato alla Conferenza della tavola rotonda.
Spero che egli vorrà considerare questo come se gli fosse stato
indirizzato, con i necessari mutamenti.
Meno 12.
E io mi sento piccola piccola piccola.
Paura, paura delle sfide della prossima settimana!
Si parte per l'India. Tra 12 giorni. Aiuto!
venerdì, novembre 05, 2004
Avremmo voluto che fosse così.
by PR
